Comunicati Stampa

Mar 28 2017

Nota dell’On. Misiti sulla fontana del Bernini

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– Perché l’opera del Bernini è sempre sporca?
– La pendenza della fontana del Tritone di Gian Lorenzo Bernini è aumentata?

La fontana del Tritone, commissionata da Papa Urbano VIII Barberini per abbellire la zona intorno al palazzo, ha compiuto la bella età di 374 anni. Essa è stata sempre considerata una delle fontane più belle di Roma.
Il travertino su cui è stato scolpito il Tritone, con le ginocchia sulla conchiglia, sostenuta da quattro delfini, nel tempo ha subito numerosi interventi di recupero, utilizzando tecniche non sempre adeguate al bisogno.
L’acqua che viene schizzata in alto inonda gran parte della statua rendendola colorata dai composti chimici che si formano o che si trovano nel flusso stesso.
Tutto questo, nonostante gli sforzi dell’ACEA, che nel tempo ha tentato in vari modi di limitare la produzione di funghi e di altri elementi che danno il multicolore all’opera d’arte.
È stato inserito un piccolo depuratore, che però non riesce a eliminare del tutto le impurezze, rendendo necessari periodici interventi di recupero non certo benefici alla superficie del travertino.
Si renderà sempre più necessario un trattamento con nuovi e idonei materiali, capaci di opporsi agli attacchi acidi provenienti anche dalla stessa atmosfera circostante.
La fontana, che doveva abbellire i dintorni del palazzo, è divenuta parte integrante di un grande spartitraffico cittadino.
Gli scavi della metropolitana, il passaggio di centinaia di mezzi pesanti giornalieri a pochi metri dall’opera, forse anche i terremoti periodici che interessano la Capitale, hanno man mano modificato la “postura” della statua e della stessa vasca che raccoglie l’acqua spinta in alto dal “Tritone sonante”, così detto perché in passato lo zampillo che si levava dalla conchiglia raggiungeva grandi altezze con un suono simile a un fischio.
Da un esame attento si può dire, senza ombra di dubbio, che l’inclinazione della fontana verso il lato prospicente il Palazzo Barberini, si sia accentuata negli ultimi tempi. Basta osservare con attenzione le bocche dei due delfini nella foto che segue:

Se si tiene a mente che la vasca sottostante risulta essere lesionata in più punti, con possibili infiltrazioni d’acqua, le autorità competenti dovrebbero provvedere immediatamente, non solo a eliminare definitivamente l’obbrobrio della sporcizia superficiale, ma anche e soprattutto a mettere in atto un’attività di manutenzione straordinaria al fine di raddrizzare la fontana e di evitare così ogni possibilità di maggiore inclinazione della stessa.

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Ott 06 2016

Misiti: Ponte sullo stretto, il progetto si deve rivedere (il Quotidiano del sud)

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Ago 27 2016

PASSI AVANTI SUI TERREMOTI

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PassiavantiLeggendo e ascoltando i media,che riportano anche il pensiero dei rappresentanti delle Istituzioni,si può dedurre che in Italia vi è consapevolezza ormai diffusa di cosa fare per prevenire i disastri dovuti ai terremoti.
Certo ancora resistono credenze messe in giro da “ciarlatani”non fondate su risultati scientifici, ma il più è fatto. Occorre pero’ un altro passo avanti.
Molti media insistono a proporci esperti di sisma senza rendersi conto che il problema da risolvere non è la conoscenza del fenomeno,riportato anche nei libri per ragazzi allegati ai quotidiani, ma l’interferenza tra il fenomeno sismico e ciò che è stato costruito sulla crosta terrestre per le necessità delle persone.
Questa non è materia della scienza pura (fisica,geologia,vulcanologia ecc) ma della scienza e tecnica applicata ( Ingegneria,architettura e simili).
Quindi le TV, se vogliono presentare meglio la problematica interroghino chi lavora ogni giorno su questi temi!
Personalizzo e lo posso fare per la mia amicizia con la persona, Enzo Boschi, bravo fisico e storico presidente INVG,risponde su questioni
che non sono di sua competenza, anche se negli anni ha ascoltato o letto molte relazioni degli addetti ai lavori.
Sono portato a scrivere queste considerazioni non per gretta difesa di categorie professionali ma per amore di verità, che considero sempre “rivoluzionaria”. Il terremoto e’un fenomeno naturale, che , salvo casi rarissimi,non provocherebbe danni ad alcuno se l’uomo si fosse accontentato di vivere nelle capanne.
Preso atto della reale situazione bisogna agire senza indugio in due direzioni:la prima riguarda il “costruito” che presenta rischi sismici
Variabili , che vanno catalogati e ridotti con opportuni interventi a partire dalle cosiddette costruzioni strategiche e poi via via dagli  edifici privati.
Questa è la sfida di tutti i paesi “sismici” del Pianeta, tra cui L’Europa e quindi l’Italia.
La seconda direzione e’ quella di seguire alla lettera le norme antisismiche per le nuove costruzioni,avendo a disposizione la mappatura sismica preparata dagli scienziati, che in Italia sono presenti con altissima professionalità.
Esprimendo la grande soddisfazione per il fatto che nel nostro paese la classe dirigente ha compreso il problema, avendo già varato leggi che vanno in questa direzione, va fatto uno sforzo grande e unitario da parte di tutte le forze politiche e sociali,di avviare un PIANO DI MANUTENZIONE ANTISISMICA sul “costruito”,invertendo il rapporto tra finanziamenti per le ricostruzioni e finanziamenti per la prevenzione.
Negli ultimi 116 anni infatti si sono investiti in Italia circa 300 miliardi di euro per le ricostruzioni e nemmeno 1 per la prevenzione.
E non si contano i circa 150.000 morti e 300.000 feriti.
Se Renzi e il suo Governo riuscissero a gestire bene questo “enorme problema” avviandolo a soluzione,gli italiani dovrebbero mantenerlo in carica per 3-4 legislature.
E l’Opposizione ? L’Opposizione dovrebbe collaborare col Governo acquisendo così il diritto di governare per altrettanto tempo.
Tutto ciò è utopia?
Gli Italiani intelligenti abbracciano sempre l’utopia per risorgere.
AURELIO MISITI
Già Preside della Facoltà di ingegneria , Presidente onorario del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici. Attualmente Presidente del CNIM- Comitato Nazionale Italiano per la Manutenzione

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Ago 25 2016

Terremoto: solito copione?

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terremoto

foto da “ilpost.it”

Tutti oggi piangiamo i morti di Amatrice e dintorni; molti commentatori hanno riscritto ciò che hanno scritto nel 2009 dopo L’Aquila.
Potremmo andare al dopo ogni terremoto per leggere cose analoghe.
I tecnici (ingegneri, architetti, geometri, geologi, fisici ecc.) hanno sempre raccomandato di realizzare un piano di manutenzione del costruito per ridurre il rischio sismico in tutto il Paese.
Il piano, fondato su investimenti pubblici e su incentivi fiscali, riguardando tutto il Paese, sarebbe anche un motore della crescita economica dell’Italia.
È necessario ripetere il buon successo ottenuto sulla questione energetica.
Se tutto sarà dimenticato dopo qualche settimana senza cambiare strategia, gli italiani piangeranno presto i nuovi morti dei prossimi terremoti.
Aurelio Misiti

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Set 09 2015

Comunicato stampa della Fondazione San Tommaso Moro sul Centro Espositivo Fieristico di Catanzaro

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La Fondazione San Tommaso Moro esprime il suo più vivo compiacimento per la prossima realizzazione del Centro Espositivo Fieristico nella vallata del Corace, all’interno dell’Area Magna Grecia, visto che la delocalizzazione in “Parco Romani” operata dalla amministrazione a guida dell’on. Rosario OLIVO, aveva fortemente compromesso la concessione del finanziamento di 5.000.000 di euro già stanziato per l’opera;
Riteniamo, infatti, che la realizzazione di questa imponente e strategica struttura nella Città, unica di tale rilievo ed ampiezza in tutta la regione, possa essere una straordinaria occasione di sviluppo, e soprattutto sia in grado di dare importanti risposte occupazionali.
Questa Fondazione, dunque, si associa alla soddisfazione del Sindaco Sergio ABRAMO e di tutta la Città, permettendosi però di evidenziare – per amore di verità e chiarezza – il decisivo ruolo avuto nel raggiungimento di questo obiettivo dall’ex assessore Fulvio SCARPINO che , ebbe il coraggio di denunciare come la delocalizzazione dell’Ente Fiera all’interno Parco Romani, avrebbe di fatto comportato la perdita del finanziamento, il tracollo finanziario della “Catanzaro Servizi” con il rischio palese di licenziamenti di massa ed al contempo mandato in frantumi i sogni di tanti piccoli imprenditori che avevano investito i loro risparmi nel ” Parco Romani. Tutti eventi che poi si sono verificati puntualmente, generando fra l’atro una infinità di contenziosi le cui soluzioni appaiono purtroppo lontane.
Ma il merito di un tale impegno per la Città oltre all’ex assessore Scarpino va soprattutto riconosciuto all’On. Aurelio MISITI, che unico politico Calabrese (anche se non di Catanzaro) nel totale silenzio della classe politica nazionale è prontamente intervenuto e grazie alle sue competenze ed alla sua altissima professionalità ha fattivamente operato per scongiurare il rischio che Catanzaro subisse l’ennesima depauperazione, come da copione.
Purtroppo, molto spesso, noi calabresi abbiamo la memoria corta e dimentichiamo coloro i quali si sono spesi nell’interesse della collettività; ma al contempo siamo ossequiosi e riconoscenti con quei politici che nulla danno ed anzi tolgono, con chi ha sempre fatto di questa nostra meravigliosa terra il proprio “bottino di guerra”.

Fondazione San Tommaso Moro – 9/9/2015
Il Presidente
Avv. Francesco Saverio Macrina

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Mar 11 2015

MISITI: CROLLO DELLA CAMPATA DEL VIADOTTO ITALIA

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Viadotto Italia

SA- RC – Viadotto Italia

A3 - Viadotto Italia

Viadotto “Italia”

Il tragico episodio verificatosi il 3 marzo scorso sul viadotto Italia dell’autostrada A3, che purtroppo ha provocato la morte dell’operaio Adrian Miholca, dovrebbe costituire un campanello d’allarme per tutte le autorità competenti e in primo luogo per l’azienda che gestisce le strade in Italia.
Ovviamente attendiamo l’esito del lavoro delle commissioni tecniche di indagine, ma fin d’ora possiamo ripetere alcune considerazioni sulla gestione delle opere pubbliche e in particolari su quella dei ponti e dei viadotti delle strade e delle ferrovie.
Negli ultimi due decenni sono state effettuate diverse ricerche in merito alla “vita economica” di queste opere che in gergo tecnico vengono chiamate “opere d’arte”.
Esse non sono sottoposte soltanto al peso proprio e a quello dei mezzi che si trovano al disopra, che riguarda la statica, ma il transito dei veicoli in modo continuativo sottopongono il manufatto ad azioni dinamiche ripetute, che comportano la necessità di una resistenza aggiuntiva della struttura detta “a fatica”.
Ciò ha indotto alcuni studiosi della Scienza delle Costruzioni a proporre per tali opere la manutenzione straordinaria e programmata dopo i primi quarant’ anni di esercizio continuativo.
In altri termini, al fine di evitare disastri con perdite di vite umane, in questi casi non si può procedere con la manutenzione “a guasto”.
Fa bene l’ANAS a difendere la peculiarità della Salerno Reggio Calabria, che non si identifica certo con gli sprechi e le mazzette, ma non si può negare che l’Azienda e il Ministero dei Lavori Pubblici non hanno chiesto modifiche quando è stata varata la norma “del contraente generale”, che, come in questo caso la ITALSARC S.c.p.A., assorbe quasi tutte le funzioni della stessa ANAS.
Il viadotto Italia, completato nel 1969, come tanti altri della stessa autostrada, necessitava di manutenzione straordinaria da almeno un quinquennio, tanto è vero che l’ANAS aveva provveduto a progettare gli interventi da oltre dieci anni, ma le assurdità e le lungaggini consentite dalle nostre leggi hanno impedito di realizzarli nei tempi stabiliti dai tecnici.

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Lug 17 2013

RAGIONE DI STATO O LIMITATA PROFESSIONALITA’

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angelino alfanoLa vicenda per certi versi sconcertanti del rimpatrio dei famigliari di un dissidente kazako presenta diversi aspetti che restano nell’ombra. Perché tanta fretta nel rimpatrio con aereo privato? Perché non risulta negli archivi la parentela con il dissidente? E i magistrati che hanno autorizzato il rimpatrio non avevano il nome da sposata della signora?
Si potrebbero fare tante altre osservazioni ma non sembrano utili ed importanti.
E’ un caso certamente importante perché come sappiamo i legami commerciali con Astana di grandi aziende italiane come l’ENI sono di importanza capitale per il nostro Paese ma ciò non giustifica il rumore che si fa intorno al caso. Se al Ministro dell’Interno non è stato illustrato bene il caso, o si è voluto accontentare quel Governo amico oppure si è trattato di scarsa professionalità degli addetti a quei lavori.
La risposta la dia chi di dovere e passiamo ad altro. E di altro l’Esecutivo ha tanto da fare. C’è da pensare come aumentare subito la disponibilità finanziaria delle imprese pagando i debiti verso di esse della Pubblica Amministrazione, come vendere i gioielli di famiglia per ridurre il debito pubblico, come realizzare interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria nel campo delle vetuste opere civili e industriali a partire dal Mezzogiorno d’Italia.
Su questo i media si dovrebbero intrattenere nelle prime pagine e confinare il resto nelle pagine interne.

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Giu 27 2013

USTICA: MISITI, ESPLOSIONE PROVOCATA DA BOMBA A BORDO

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ustica-aereo-itavia(ANSA) – BOLOGNA, 27 GIU – A provocare l’esplosione del Dc9 Itavia di Ustica e’ stata una bomba a bordo. Lo ribadisce, in una nota, Aurelio Misiti, presidente del Collegio internazionale dei periti sul caso Ustica. ”La perizia del collegio da me presieduto e composto da 11 dei piu’ famosi esperti di incidenti aerei del mondo e’ l’unico strumento tecnico che ha a disposizione la magistratura italiana per le indagini successive tese a scoprire gli esecutori e i mandanti della bomba al plastico collocata a bordo che ha provocato l’incidente”, spiega Misiti, per il quale ”se questo non accadesse, e si continuasse a prendere per buone le illazioni giornalistiche e di qualche fantasioso magistrato che parlano di inesistenti battaglie aeree, dovremmo con amarezza constatare che il nostro paese e’ ancora molto indietro per quanto riguarda l’evoluzione del diritto nel campo delle sciagure aeronautiche”. (ANSA).

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Apr 12 2013

RIFIUTI: SOLUZIONE INDICATA DAL PRIVATO ACCOLTA DAL SINDACO

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Rocca CenciaAncora una volta un accordo tra lo smaltitore privato dei rifiuti e il Sindaco ha consentito alla città di Roma di superare una imminente emergenza che avrebbe messo in ginocchio la Capitale.
Che ciò fosse possibile lo sapevano già gli addetti ai lavori; invece i decisori facevano orecchie da mercante a partire dal Ministero dell’Ambiente che, pur di rispettare meccanicamente i dictat di Bruxelles,non ha consentito 15 gg. di proroga dovuta a ritardi nell’assemblamento dell’impianto di Rocca Cencia per cause di forza maggiore.
Con l’impianto di Rocca Cencia attivo e il funzionamento a pieno regime di tutti gli impianti pubblici e privati, Roma avrà risolto i problemi di smaltimento dei rifiuti per un lungo periodo di tempo.

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Apr 04 2013

IL PROGRAMMA E IL GOVERNO

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Napolitano con i saggiNon vi è alcun dubbio che gli uomini scelti da Napolitano a far parte dei due gruppi di lavoro appartengano alle tre aree politiche rappresentate da Berlusconi Bersani Monti e che essi non dovrebbero avere difficoltà a trovare una sintesi condivisa di un programma minimo di 4-5 punti comuni alle tre coalizioni.

La scelta del Quirinale quindi tende a escludere la componente grillina. Cio’potrebbe favorire un accordo tra queste tre forze politiche,che insieme fanno il 70% degli elettori italiani , non solo per formare il nuovo Governo ma anche eleggere insieme il nuovo capo dello Stato. Le basi di un simile accordo possono essere gettate oggi nel previsto incontro Berlusconi -Bersani, a cui può influire ancora una volta positivamente il Presidente della Repubblica anche con una sua disponibilità a guidare l’Esecutivo, da cui per il bene della Patria nemmeno Grillo potrebbe sfilarsi. Abbiamo la fondata speranza che, viste le gravissime difficoltà in cui si trova il Paese, il buon senso prevalga.

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