Editoriali
Melicucco mio coetaneo
Melicucco merita uno studio approfondito sulla situazione sociale economica culturale che vive in questa fase della sua storia multi secolare. Già Melicucco è citato nel 1283 in due documenti emessi in Nicotera il 18 maggio e il15 giugno; Melicucco e Polistena hanno ricevuto l’investitura di feudo nel 1291. IL TOPONIMO MELICOCCUM COMPARE IN UN DOCUMENTO DEL 1188 IN UNA PERGAMENA, IN LATINO,RELATIVA ALLA CITTADINA DI OPPIDO. IL 17 GENNAIO 1269 IL RE SCRIVE AL GIUSTIZIERO ANNOVERANDO MELICUCCO E POLISTENA COME CASALI DEL GIUSTIZIERATO. ALTRE CITAZIONI RICORDANO CHE NEL 1283 MELICUCCO E POLISTENA APPARTENEVANO A TALE ALDO BRANDINO DI FIRENZE. SUCCESSIVAMENTE MELICUCCO E’ CITATO NEL 1422, 1457, 1464, 1498. NEL 1580 MELICUCCO E POLISTENA ERANO DOTATI DI UN BANCO DI GIUSTIZIA. Melicucco e Polistena hanno avuto pari dignità fino al diciannovesimo secolo quando divenne frazione dì Polistena, probabilmente a seguito degli eventi sismici.
Tale sudditanza si esaurì 90 anni fa grazie al ruolo acquisito dal primo laureato di inizio secolo, futuro senatore e ministro Domenico Romano. La sua opera è stata eccezionale avendo realizzato un vero piano, che lo ha reso moderno ed efficiente. È stato dotato finalmente dei servizi essenziali, grazie all’impegno del sottoscritto, secondo laureato del paese, che dal 1966 al 2003 ha portato il paese e la piana di G. T. a superare i livelli delle città del Nord. Con queste strutture pubbliche funzionanti, godendo di una gestione eccellente dei sindaci, primo fra tutti Vincenzo Mercuri, e sui giovani tra cui Ottavio Amaro distintosi anche per la sconfitta della malavita , gli abitanti di Melicucco hanno trovato un terreno fertile per le proprie attività industriali, artigianali, agricole e culturali.
Non si può trascurare il ruolo dei sindacati e dei partiti (PCI, PSI, DC) nel dopo guerra con una timida anche se seria opposizione di destra.
Sono nate così società commerciali tra cui “Splendidi e splendenti “ di Antonino Lombardo e numerose imprese commerciali con negozi invidiati in tutto il territorio regionale. Nel settore industriale si nota l’eccellenza dell’impresa Rocco Furfaro, lanciata a livello nazionale e internazionale; sono nate tante piccole imprese nel campo automotive a servizio di aziende nazionali come Iveco. Vi è l’industria agroalimentare nella trasformazione del latte, del peperoncino, nei panifici , nell’industria dolciaria e tanti altri che attraggono clientela dai paesi vicini.
Nel settore agricolo vi è uno sviluppo con strumenti moderni che consente esportazioni verso l’estero come mai avvenuto in passato.
Tutto questo si è realizzato grazie al ritorno di molti giovani emigrati o figli di emigrati , che hanno imparato il mestiere e lo applicano in paese. Quanto descritto non è esaustivo di quanto si produce a Melicucco e che consente al comune di continuare a crescere. Ma la situazione più importante è quella relativa alla cultura: la percentuale di giovani laureati e laureate è molto alta. In questo settore le donne e gli uomini si equivalgono. Tutto ciò, nonostante l’emigrazione di molti laureati e diplomati, supporta la produttività e la produzione in ogni settore.
Un valore speciale va attribuito ai musicisti piccoli e grandi tanto da definire Melicucco città della musica.
Infine non si può dimenticare il dottor Scerra, che, oltre a realizzare una farmacia eccellente invidiata nel territorio, ha lasciato una impronta indelebile nell’amore per la musica.
In conclusione tutti i sindaci ancora viventi, a partire da Francesco Nicolaci, che ama tanto il contatto con gli elettori, sappiano che hanno beneficiato dell’operosità dei cittadini di Melicucco e nello stesso tempo i cittadini siano coscienti di aver avuto l’aiuto disinteressato degli amministratori ( sindaci, assessori, consiglieri).
Aurelio Misiti
Intervista del prof. Aurelio Misiti al settimanale “Giallo” su Ustica: “AD ABBATTERE L’AEREO FU UN ORDIGNO PIAZZATO NEL BAGNO”.
Aurelio Misiti sul collegamento Reggio Calabria-Messina: Sostenibilità e Fattibilità
“All’UE serve un Sud dotato di infrastrutture per arrivare in Africa”
Misiti: «Obiettivo togliere spazio all’egemonia di Cina, Russia e Turchia Il porto di Augusta è fondamentale assieme a quello di Gioia Tauro»
di Michele Guccione
“L’Europa, soprattutto Germania e Francia non potendo poù svipuppare le proprie attività economiche e l’export a Nord dopo la Brexit e a Est per l’acuirsi delle tensioni con Russia e Turchia, ha assoluta necessità di espandersi in Nord e Centro Africa, non secondo il vecchio colonialismo, ma per produrre lì e commercializzare sia in questo continente, che avrà presto 3 miliardi di abitanti, sia nel resto del mondo. Ha necessità di essere presente per togliere spazio all’egemonia africana di Cina, Turchia e Russia. E per farlo, l’Europa ha estremo bisogno che il Sud Italia diventi presto un hub logistico capace di fare arrivare in 24 ore le merci a Francoforte e a Parigi via treno».
Progetto di sistema per il Sud in Italia e per l’Italia in Europa (Abstract, Sintesi e Analisi)
PROGETTO DI SISTEM PER IL SUD IN ITALIA E PER L’ITALIA IN EUROPA. Dialoganti: SVIMEZ, ANIMI, CNIM, ARGE.
Questa mattina alle ore 12:00 l’onorevole Gerardo Bianco e il presidente dello SVIMEZ prof. Adriano Giannola hanno presentato al Presidente Mattarella presso il Quirinale il “Progetto di Sistema per il Sud in Italia e per l’Italia in Europa,” elaborato da SVIMEZ, ANIMI, CNIM e ARGE.
EDILIZIA, L’ITALIA DIVENTI PAESE MODERNO E CIVILE
La tragedia della palazzina crollata nella periferia di Roma è l’ultimo anello di una catena di terribili eventi, che occupano la cronaca di un giorno e si cancellano il giorno successivo.
Migliaia di crolli si verificano o si evitano per interventi benemeriti dei vigili del fuoco.
È urgente ormai un’azione decisa delle autorità (Governo e Parlamento) per rendere il nostro paese moderno e civile.
Se si vuole andare in questa direzione va riconosciuta la pericolosità delle abitazioni analogamente a quanto avviene per le auto.
Va prevista l’assicurazione obbligatoria per la stabilità degli edifici legata ad una programmazione della manutenzione ordinaria e straordinaria, che comprenda quest’ultima la prevenzione del rischio sismico.
Il Comitato Italiano per la Manutenzione-CNIM, i cui soci (tra gli altri ENI, RFI, ANAS, MAPEI, ASSISTAL, UNI, CEI, FINCO, GLI ORDINI DEGLI INGEGNERI, PERITI INDUSTRIALI, GEOMETRI, AGROTECNICI CON PATROCINIO E PRESENZA DEL MISE E DEL MIUR) rappresentano il meglio della cultura manutentiva e della qualità del nostro Paese, ha fatto proposte precise a riguardo.
Tali proposte, se accolte dal nuovo Governo, porteranno grandi benefici al mercato immobiliare e ai cittadini. Per le opere pubbliche esistono norme precise che prevedono il piano di manutenzione comprendente la prevenzione antisismica.
Tali contenuti vanno previsti anche per gli edifici privati secondo le indicazioni proposte dagli esperti delle principali Università Italiane e dal CNIM.
Un Piano pluriennale relativo alle opere pubbliche vecchie di almeno 50 anni e agli edifici privati, costituirebbe pure un vero motore per l’economia.
Abbiamo fiducia nel nuovo Governo e nella serietà del Presidente e del Ministro delle Infrastrutture e Trasporti.
Aurelio Misiti
Al vaglio del Ministero delle Infrastrutture il progetto di Misiti
Il Viceministro Nencini e il Sud
Premetto di condividere complessivamente le risposte e le indicazioni date dal viceministro durante la riunione della giunta di Finco del 19 novembre u.s., voglio solo soffermarmi sulla questione Gioia Tauro da me sollevata e trattata dal viceministro Nencini. Ho apprezzato l’esempio calzante delle vicissitudini dei prodotti dell’Ikea, che giungono come elementi da assemblare sulle grandi navi al porto di Gioia Tauro, trasferiti sul navi più piccole vanno al porto di Genova.
Vengono poi messi su tir e portati nel grande centro di Piacenza per l’assemblaggio.Da qui, facendo il percorso inverso, tornano come prodotti finiti a Gioia Tauro da dove partono per le innumerevoli destinazioni finali. Tutto questo si potrebbe evitare utilizzando il treno e risparmiando così otto giornate di viaggio. Ma come si arriva a Piacenza si può arrivare a Berlino in 24 ore, dando la possibilità a Gioia Tauro di intercettare la merce che oggi va a Rotterdam e Amburgo. Gioia Tauro potrebbe di colpo passare da 3 milioni di container a 10-12 milioni di container, con notevoli incrementi occupazionali. Perché allora non si procede? Perché bisognerebbe migliorare alcune gallerie. Facciamole nuove queste gallerie! Per questo nemmeno un euro nell’allegato infrastrutture aggiornato a ottobre 2015. Sono 10 anni che insistiamo su questa richiesta senza risposta. Evidentemente non si vuole fare. E Nencini non può far niente come non ho potuto fare niente io stesso. Qualche ostacolo insormontabile si frappone. Certo al Sud vi è disponibilità per i prossimi anni di circa 14 miliardi di euro mentre al resto d’Italia vanno 37, che è molto più di due terzi ma questo non ha grande importanza, nell’immediato basterebbe molto meno.
Il viceministro Nencini può veramente dare una mano essendo egli per cultura e scelte ideologiche molto vicino alle problematiche del Mezzogiorno di Italia.Aurelio Misitigià Viceministro alle Infrastrutture e Trasporti















