{"id":1247,"date":"2009-11-16T13:06:24","date_gmt":"2009-11-16T11:06:24","guid":{"rendered":"http:\/\/www.aureliomisiti.it\/?p=1247"},"modified":"2009-11-26T16:43:34","modified_gmt":"2009-11-26T14:43:34","slug":"unione-delle-forze-meridionaliste-contro-la-crisi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.aureliomisiti.it\/?p=1247","title":{"rendered":"Unione delle forze meridionaliste contro la crisi"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: right;\"><em><strong>Il Quotidiano della Calabria &#8211; 16 Novembre 2009<\/strong><\/em><\/p>\n<p><strong>di AURELIO MISITI<\/strong><\/p>\n<p>Di fronte alle notizie \u201cottimistiche\u201d ma spesso contraddittorie sulla quasi uscita dalla crisi dell\u2019Italia, la Calabria soffre gli effetti devastanti della disoccupazione pi\u00f9 grande rispetto a quasi tutto il territorio nazionale. Se si pensa poi al fatto che molti dati non vengono alla luce perch\u00e9 il sommerso \u00e8 a livelli massimi si pu\u00f2 dire, senza tema di smentita, che la \u201ccrisi americana\u201d ha colpito senza piet\u00e0 la nostra regione. Ne fanno fede non solo i dati degli istituti di statistica sulle presenze nel turismo o sulle crisi delle piccole aziende, strozzate dai tassi usurai delle banche del nord, ma il dato pi\u00f9 eclatante viene dal crollo di un quarto dei movimenti dei container nel grande porto di Gioia Tauro. Ci\u00f2 vuol dire che mentre l\u2019economia rallenta ancora in Italia di circa il 4,5%, si stanno verificando le condizioni che nella nostra regione il tasso di decrescita sia almeno doppio.<\/p>\n<p>Di tutto questo non c\u2019\u00e8 traccia nel dibattito quotidiano calabrese; passano invece le notizie governative sull\u2019arresto della caduta del Pil nazionale, che addirittura indicherebbe l\u2019uscita definitiva dalla crisi. <!--more--><\/p>\n<p>\u00c8 evidente che per evitare ulteriori trasferimenti di risorse umane e intellettuali verso il centro-nord e verso l\u2019estero, \u00e8 indispensabile che tutte le forze sociali, culturali e politiche del Mezzogiorno d\u2019Italia facciano squadra per incentivare la ripresa. Purtroppo finora tutti i provvedimenti governativi dell\u2019anno terribile trascorso, oltre a spostare masse di risorse finanziarie dal sud verso il nord hanno riguardato interventi a sostegno degli enti, delle imprese e dei lavoratori della zona pi\u00f9 produttiva del Paese. Due esempi valgono per tutti: la cassa integrazione per il 90% ha riguardato il nord; la riduzione dell\u2019anticipo Irpef per 3,8 miliardi che riguarder\u00e0 ancora una volta il nord del Paese.<\/p>\n<p>Questo quadro di riferimento richiede uno scatto di reni alla politica perch\u00e9 si cimenti in forme nuove e dinamiche per la soluzione effettiva dei gravissimi problemi della societ\u00e0 calabrese.<\/p>\n<p>In questa direzione va abbandonata sul serio la condotta assistenzialista che viene praticata da quasi tutte le istituzioni, le forze sociali e gli stessi cittadini calabresi, inserendo dosi massicce di meritocrazia che sviluppino le forze interne alla societ\u00e0, capaci di avviare una economia nuova fondata esclusivamente sulle risorse grandissime che la regione possiede in tutti i settori. Sono essenziali per questo i contributi della ricerca scientifica e tecnologica, e quindi dei giovani ricercatori, per realizzare indispensabili innovazioni per avere produzione di beni locali, senza rinunciare ovviamente alla distribuzione delle risorse di base che provengono dall\u2019appartenenza allo Stato italiano e alla Comunit\u00e0 europea.<\/p>\n<p>L\u2019unit\u00e0 delle forze veramente meridionaliste risulta decisiva per sconfiggere definitivamente le organizzazioni malavitose che oggi strangolano l\u2019attivit\u00e0 economica legale della nostra regione. Qui \u00e8 necessaria un\u2019alleanza pi\u00f9 ampia guidata dalla politica che deve pretendere l\u2019uso degli strumenti indispensabili per vincere una tale \u201cguerra\u201d. Nessuna tregua va data. Le associazioni industriali, i sindacati, i partiti, la chiesa, le forze dell\u2019ordine, la magistratura, non possono e non devono mai scendere a patti con la ndrangheta; vanno espulsi dalle organizzazioni tutti coloro che pagano il pizzo, che non resistono alle pressioni e non denunciano i malfattori. Nessuno di essi si presenti candidato alle elezioni. Vanno impiegate le risorse finanziarie, anche destinate ad altro, per rafforzare le strutture di contrasto, di prevenzione e di formazione.<\/p>\n<p>Sappiamo oggi che il ministero ha chiesto, cos\u00ec come ha fatto con altre regioni, una drastica riduzione della spesa sanitaria e di conseguenza vanno chiusi decine di ospedali, va razionalizzata la spesa farmaceutica e nello stesso tempo va elevato di molto il livello delle prestazioni sanitarie. Questa \u00e8 una grande sfida che tutti, sindacati ma soprattutto i partiti di ogni schieramento, senza speculazioni elettorali, dovranno impegnarsi a portare a termine.<\/p>\n<p>Bene ha fatto il governatore a chiamare a raccolta tutti i gruppi consiliari, per condividere le decisioni che peseranno sulla vita dei calabresi per lungo tempo. Malissimo hanno agito coloro (per fortuna solo due gruppi di opposizione) che hanno scelto furbescamente l\u2019aventino, ritenendo che a loro non pu\u00f2 essere data nessuna responsabilit\u00e0, dimenticando il passato in cui sono stati protagonisti diretti o indiretti della mala gestione sanitaria nella regione.<\/p>\n<p>\u00c8 ovvio che per superare la crisi occorre intervenire su tanti altri settori: agricoltura, turismo e infrastrutture come alta capacit\u00e0 ferroviaria, autostrade e ponte sullo Stretto, che costituiscono la premessa delle pi\u00f9 importanti politiche di sviluppo territoriale.<\/p>\n<p>\u00c8 per tutti questi motivi che in Calabria sarebbe indispensabile che i partiti adottassero una politica realistica quando sono in maggioranza e quando sono all\u2019opposizione. Trovo assurdo che invece si pensi ai partiti come fine e non come mezzi per risolvere i problemi dei cittadini.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il Quotidiano della Calabria &#8211; 16 Novembre 2009 di AURELIO MISITI Di fronte alle notizie \u201cottimistiche\u201d ma spesso contraddittorie sulla quasi uscita dalla crisi dell\u2019Italia, la Calabria soffre gli effetti devastanti della disoccupazione pi\u00f9 grande rispetto a quasi tutto il territorio nazionale. 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